LA COMPAGNIA DI SAN PAOLO PER LE CHIESE DEL CENTRO STORICO

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Chiesa di

San Francesco da Paola

Via Po 16

Agli ordini religiosi introdotti in Piemonte da Carlo Emanuele I di Savoia tra la fine del Cinquecento e l’inizio del Seicento, si aggiunsero nel 1623 i Minimi di San Francesco da Paola, celebri per il rigore della loro regola. Nel 1632 il duca Vittorio Amedeo I assegna a tale ordine, per la costruzione del convento e della chiesa, un grande lotto di terreno lungo la “strada della calce”, così denominata perché percorsa da quanti andavano al fiume a rifornirsi di sabbia. Al progetto attende, dopo il 1641, il padre carmelitano e architetto Andrea Costaguta.

La chiesa di San Francesco da Paola risulta quindi preesistente all’ampliamento orientale della città verso il Po e, insieme al ponte sul fiume, costituì un condizionamento fortissimo all’impostazione del nuovo asse.

A seguito della realizzazione del piano castellamontiano (dal 1673), la chiesa e l’adiacente convento vennero incorporati nel volume regolare dell’attuale isolato compreso fra via Po, via Accademia Albertina, via Principe Amedeo e via San Francesco da Paola. Il prospetto su via Po del complesso non venne nascosto dai portici e costituisce, ancora oggi, l’unica interruzione nel loro regolare sviluppo.

San Francesco da Paola fa parte delle chiese “reali” di Torino, costruite per esprimere i sentimenti di devozione dei sovrani sabaudi. In questo caso promotori e sostenitori della costruzione furono Vittorio Amedeo I di Savoia e sua moglie Cristina, sorella del re di Francia Luigi XIII, come indica lo stemma in facciata adornato con la croce sabauda e i gigli della famiglia reale francese. La decisione di finanziare la costruzione fu assunta a seguito del voto da loro espresso per avere un erede per il trono.

La facciata, di semplice disegno, fu realizzata da maestri luganesi, tra cui Martino Solaro e Giacomo Papa, e venne conclusa nel 1667. All’interno, sull’unica navata decorata con ricchi marmi policromi e coperta da una volta a botte lunettata, si affacciano sei cappelle laterali, con altari che erano patronato delle famiglie legate alla corte. La chiesa venne consacrata il 30 novembre 1730.

L’altare maggiore, adornato con lo stemma di Cristina di Francia, venne eseguito tra il 1664 e il 1665 da Tomaso Carlone, su disegno di Amedeo di Castellamonte; la pala, che raffigura in basso i figli di Vittorio Amedeo I e Cristina, immagina Francesco Giacinto e Carlo Emanuele al cospetto di san Francesco da Paola portato in gloria; è opera di Charles-Claude Dauphin (1665). Risulta anche del Dauphin il dipinto laterale Luisa di Savoia chiede la grazia per intercessione di san Francesco da Paola. I soggetti di queste due tele si allineano perfettamente al particolare gusto diffuso a Torino nella seconda metà del ‘600 per le immagini religiose abbinate ai ritratti di corte.

Parimenti attribuito alla bottega del Dauphin è l’altro dipinto laterale di San Francesco da Paola che attraversa lo stretto di Messina.

La prima cappella a destra è detta “della Trinità”, in essa si trova il monumento sepolcrale dei marchesi Morozzo della Rocca (1699) e la tela Il transito di san Giuseppe del pittore Tommaso Lorenzone (metà XIX).

Nella seconda cappella a destra il monumento sepolcrale di Tommaso e Marcantonio Graneri si accompagna al dipinto San Michele Arcangelo di Stefano Maria Legnani (fine XVIII).

La terza cappella a destra era patronato dei Carron di San Tommaso, poi ereditata dal marchese Lascaris, la cui figlia sposò il marchese Gustavo di Cavour che fece asportare gli stemmi dei Carron per sostituirli con quelli dei Benso. La cappella fu realizzata da Giuseppe Maria e Giovanni Domenico Carlone secondo le indicazioni di Amedeo di Castellamonte; sull’altare Immacolata con i santi Francesco da Paola, Francesco d’Assisi e Francesco
di Sales di Giovanni Peruzzini, ai lati due tele di cultura genovese.

La prima cappella a sinistra, voluta dalla moglie di Vittorio Amedeo II di Savoia, la duchessa Anna Maria d’Orléans, a seguito dello scioglimento del voto per la nascita dell’erede al trono, è adornata con l’altare di Santa Genoveffa attribuito a Carlo Emanuele Lanfranchi e con la pala di Daniele Seiter raffigurante la Santa (fine XVII secolo); ai lati si trovano opere di François Josermé.

Nella seconda cappella a sinistra, detta “della Crocifissione”, si trova la tela Gesù crocifisso con la Vergine e San Giovanni di scuola genovese, databile al secolo XVII.

La terza cappella a sinistra, detta “della Vergine”, fu commissionata dal Cardinal Maurizio di Savoia intorno al 1654.

Ivi è conservata la statua della Madonna del Buon Soccorso di Tomaso Carlone, firmata e datata 1655.

Tra il 1857 e il 1858 Francesco Gautier completò la volta con affreschi che raffigurano storie di San Francesco da Paola. Nel coro e nella sacrestia sono conservati alcuni dipinti di Bartolomeo Guidobono.

Il convento dei Minimi venne soppresso in epoca napoleonica. Dal 1801 la chiesa di San Francesco da Paola è a servizio dell’omonima comunità parrocchiale.

Testi a cura dell’associazione Guarino Guarini