LA COMPAGNIA DI SAN PAOLO PER LE CHIESE DEL CENTRO STORICO

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Chiesa dello

Spirito Santo

Via Porta Palatina 7

Sull’area occupata oggi dalle chiese del Corpus Domini e dello Spirito Santo esisteva una chiesa medievale a pianta rettangolare e ad abside trilobata dedicata a San Silvestro. Addossata a questa si trovava l’edicola del Santissimo Sacramento, edificata a ricordo del miracolo eucaristico dal 1453 (si veda la scheda sulla chiesa del Corpus Domini).

La Confraternita dello Spirito Santo dalla sua costituzione, nel 1575, ha sede nella chiesa di San Silvestro, presso cui costruisce un primo oratorio, presto insufficiente.

L’assetto dell’area venne messo in discussione radicalmente durante la peste del 1598, quando venne decisa l’erezione della nuova chiesa del Corpus Domini al posto della precedente edicola commemorativa: nel 1603 venne affidato ad Ascanio Vitozzi l’incarico della sua progettazione. Anche la Confraternita era disposta a partecipare ai finanziamenti per l’opera, a patto di potersi lì trasferire. La nuova chiesa del Corpus Domini avrebbe dovuto essere comunicante con gli spazi per la Confraternita del Santo Spirito già a partire dal 1609. Tra il 1609 ed il 1613 lo stesso Vitozzi progettò un nuovo oratorio, tangente al presbiterio della chiesa. Questa posizione derivava dalla volontà di permettere ai confratelli riuniti nell’Oratorio di assistere alle cerimonie sacre nella chiesa. A seguito di un incendio avvenuto nel 1653 e dei continui conflitti tra la Confraternita dello Spirito Santo e la Compagnia del Santissimo Sacramento appoggiata dalla Città, si eresse un muro che divise nuovamente la chiesa del Corpus Domini da quella di San Silvestro. La Confraternita decise dunque di affidare all’architetto Bernardino Quadri il riassetto dell’oratorio, nel sito della futura chiesa dello Spirito Santo.

Ormai la chiesa di San Silvestro era stata infatti in parte inglobata dalla chiesa del Corpus Domini ed in parte dall’oratorio della Confraternita, e si rendeva necessario un intervento di riprogettazione complessiva.

L’attuale chiesa dello Spirito Santo è attribuibile all’architetto Giovanni Battista Feroggio (1723-1797) il quale, a seguito di una perizia commissionatagli dalla Confraternita riguardo allo stato di conservazione del precedente oratorio di impianto vitozziano, consigliò ai confratelli la riedificazione dell’edificio, allora sull’orlo del collasso strutturale, meritandosi l’incarico dell’opera. Era il 1762. L’anno successivo un privato donava i suoi averi alla Confraternita a patto che provvedessero alla ricostruzione della chiesa entro due anni.

Tra il 1764 ed il 1767 vennero intrapresi i lavori e nel 1787 la chiesa dello Spirito Santo venne dotata di un nuovo altare, ancora di Feroggio.

Nel corso del XIX secolo vennero attuati lavori di restauro, di decorazione e di consolidamento della facciata e del campanile, danneggiati dai bombardamenti del 1943.

Internamente la chiesa presenta un’unica navata a pianta rettangolare con due cappelle curvilinee sui lati maggiori e un’abside semicircolare. Le pareti sono scandite da colonne corinzie scanalate, intervallate da lesene sovrastate da una trabeazione con attico continuo, su cui sono impostate volte ed archi. La cupola ellittica è suddivisa in otto spicchi con altrettante aperture ovali.

Il fianco sinistro della chiesa è addossato al presbiterio della contigua chiesa del Corpus Domini, tanto da dare luogo ad un unico organismo. Il profondo presbiterio ed il coro sono le uniche testimonianze del preesistente edificio.

Nella cappella destra, dove si trovava la tela settecentesca di Mattia Franceschini con la Vergine e i santi Antonio da Padova, Francesco d’Assisi e Francesco di Sales (ora in sacrestia), nel 1842 fu collocata una composizione statuaria di Stefano Maria Clemente. Il complesso statuario (realizzato nel 1761) ha la struttura della macchina processionale, fatta per suscitare la pietà cristiana e sentimenti di conversione: il Crocifisso che eleva lo sguardo al cielo, la Madre in deliquio sostenuta da San Giovanni e la disperazione della Maddalena erano accorgimenti iconografici per comunicare al cristiano il mistero dell’amore divino. Sull’altare della cappella sinistra è posta la pala di Mattia Franceschini raffigurante il Battesimo di Costantino. Interessanti gli arredi lignei, quali gli stalli di Pietro Botto presenti nell’abside e la cattedra priorale di Mattia Mandono dell’inizio del XVII secolo.

Dal 1985 la chiesa è sede dell’Accademia del Santo Spirito, nata per favorire lo studio e la valorizzazione del patrimonio musicale cinque-settecentesco.

Testi a cura dell’associazione Guarino Guarini